1958
Nasce a Roma Cinzia Tani, scrittrice e conduttrice italiana.
Nel 2004 è stata insignita del titolo di
Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana dall'allora Presidente Ciampi.
lunedì 5 settembre 2016
giovedì 1 settembre 2016
Eccomi di Jonathan Safran Foer
Novità in libreria
Dopo 11 anni di silenzio torna l'autore di Ogni cosa è illuminata e Molto forte, incredibilmente vicino.
Foer, classe 1977, si ispira al versetto 22 della Genesi, il famoso "Hinneni" che Abramo rispose alla chiamata di Dio, quell'eccomi che in ebraico significa: io ci sono, qualsiasi cosa accada.
Ambientato a Washington nel corso di un mmese, Eccomi è la storia di una famiglia sull’orlo della rovina. Jacob, Julia e i loro tre figli fanno i conti con la distanza tra la vita che desiderano e quella che si trovano a vivere, con una costante e inutile ricerca della felicità.
E mentre la vita matrimoniale crolla a pezzi un forte terremoto colpisce il Medio Oriente, innescando una serie di reazioni a catena che mettono a repentaglio l’esistenza stessa dello stato di Israele. Di fronte a questo scenario imprevisto, ognuno sarà costretto a confrontarsi con scelte a cui non era preparato, e a interrogarsi sul significato della parola casa, perchè "non basta arrivare a casa. Devi anche riuscire a rimanerci."
Ecco cose ne dice chi l'ha già letto:
Dopo 11 anni di silenzio torna l'autore di Ogni cosa è illuminata e Molto forte, incredibilmente vicino.
Foer, classe 1977, si ispira al versetto 22 della Genesi, il famoso "Hinneni" che Abramo rispose alla chiamata di Dio, quell'eccomi che in ebraico significa: io ci sono, qualsiasi cosa accada.
Ambientato a Washington nel corso di un mmese, Eccomi è la storia di una famiglia sull’orlo della rovina. Jacob, Julia e i loro tre figli fanno i conti con la distanza tra la vita che desiderano e quella che si trovano a vivere, con una costante e inutile ricerca della felicità.
E mentre la vita matrimoniale crolla a pezzi un forte terremoto colpisce il Medio Oriente, innescando una serie di reazioni a catena che mettono a repentaglio l’esistenza stessa dello stato di Israele. Di fronte a questo scenario imprevisto, ognuno sarà costretto a confrontarsi con scelte a cui non era preparato, e a interrogarsi sul significato della parola casa, perchè "non basta arrivare a casa. Devi anche riuscire a rimanerci."
Ecco cose ne dice chi l'ha già letto:
«Un ritorno forte, che mescola tradizione e sperimentazione, dedicato all’amore e alla sua dissoluzione.»
Antonio Monda, la Repubblica
«Foer agguanta il tema del confronto fra tradizione americana,
ebraismo e intolleranza armata… con scrittura millimetrica dove ogni
particolare è in primo piano, come in una tela di Seraut.»
Gianni Riotta, La Stampa
«Foer ha trovato le parole e il modo per consolare noi… Noi che
amiamo, non amiamo più, ameremo sempre, noi che sapevamo tutto, eppure a
un certo punto non abbiamo capito niente. Noi che attraversiamo momenti
di debolezza perché siamo esseri di debolezza.»
Chiara Gamberale,Vanity Fair1 Settembre
1875
Edgar Rice Burroughs nasce a Chicago, è l'autore del ciclo di romanzi incentrati sulla figura di Tarzan, il personaggio della giungla allevato dalle scimmie che ha alimentato la fantasia dei lettori e degli appassionati di cinema di più di una generazione.

1979
Appare in Germania la prima edizione de La storia infinita di Michael Ende. Con una tiratura di sole 20000 copie, viene pubblicata nell'ormai classico doppio colore d'inchiostro: rosso per il testo ambientato nel mondo degli umani e verde acqua le parti ambientate a Fantàsia.
In Italia vienne pubblicato due anni più tardi da Longanesi nella traduzione di Amina Pandolfi ma con l'inchiostro nero.
La grafica col doppio colore d'inchiostro vienne ripresa da Corbaccio nel 2002.
Nel 1984 dal libro fu tratto un celebre film che non piacque però alo scrittore.
Edgar Rice Burroughs nasce a Chicago, è l'autore del ciclo di romanzi incentrati sulla figura di Tarzan, il personaggio della giungla allevato dalle scimmie che ha alimentato la fantasia dei lettori e degli appassionati di cinema di più di una generazione.

1979
Appare in Germania la prima edizione de La storia infinita di Michael Ende. Con una tiratura di sole 20000 copie, viene pubblicata nell'ormai classico doppio colore d'inchiostro: rosso per il testo ambientato nel mondo degli umani e verde acqua le parti ambientate a Fantàsia.
In Italia vienne pubblicato due anni più tardi da Longanesi nella traduzione di Amina Pandolfi ma con l'inchiostro nero.
La grafica col doppio colore d'inchiostro vienne ripresa da Corbaccio nel 2002.
Nel 1984 dal libro fu tratto un celebre film che non piacque però alo scrittore.
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| Le illustrazioni della prima edizione relizzate da Roswitha Quadflieg |
martedì 30 agosto 2016
La fiera delle vanità, un romanzo senza eroe di W.M. Thackeray
La fiera delle vanità è un romanzo dell'autore inglese William M. Thackeray, pubblicato in 20 puntate a partire dal 1846.
Come recita il sottotitolo, La fiera delle vanità si tratta un romanzo corale, estremamente ricco di personaggi, su cui però spiccano le due protagoniste: Becky Sharp, giovane orfana ambiziosa e scaltra; e la sua amica Amelia Sedley, di buona famiglia, ingenua e idealista. La storia si apre proprio quando "in una luminosa mattina di giugno, nel secondo decennio del nostro secolo" (XIX secolo), le due ragazze lasciano la scuola di Miss Pinckerton, avendo terminato la loro istruzione. Sfumata la possibilità di sposare Jos, il fratello di Amelia, Becky partirà per Queen's Crawley dove si occuperà delle figlie avuto da Mr Pitt e dalla seconda moglie. Amelia invece resterà con la sua famiglia, aspettando di sposare il fidanzato, George Osborne, figlio di un ricco mercante. Non meno importante nella storia è il capitano Dobbin, amico di George e segretamente, ma nemmeno tanto, innamorato di Amelia.
A fare da cornice al tutto è la voce dell'autore, quasi un personaggio egli stesso e vera e propria chive di lettura del romanzo. Se non ci fosse lui a ricordarci cosa è giusto e abagliato, a giudicare gli avvenimenti, sarebbe quasi scontato amare la cinica Becky, al giorno d'oggi ancora più che allora!
Thackery ci dice che il romanzo è una possibilità tra molte possibilità, che avrebbe potuto essere scritto in modi molto diversi, ma avendo il lettore pagato per assistere a una commendia, egli ha scritto una Commedia (umana, per ricordare Balzac).
Tutti gli attori si ritroveranno sul palco a Bruxelles, poco prima della battaglia di Waterloo: un racconto epico, tra le parti più belle del libro.
Il tema di fondo infatti è il classico shakespeariano del mondo come teatro, e in questo teatro Thackeray vede gli uomini incredibilmente egoisti e sciocchi.
Sebbene rietri a pieno titolo tra i grandi classici vittoriani, la costruzione della storia e i personaggi differiscono nettamente dai canoni del romanzo ottocentesco.
Come già detto, si tratta di un romanzo senza eroe (e per eroe non si intende un protagonista bensì un modello di virtù), e i personaggi ritratti soccombono immancabilmente alle loro passioni.
Thackeray si discosta quindi dall'obiettivo finale di educare, di insegnare, e vuole caso mai ritrarre uno spaccato della sua epoca. E lo fa così bene che tutt'oggi la sua analisi della natura umana è esemplare.
"Il mio proposito è questo, amici e compagni: guidarvi attraverso i vari spazi della
Fiera di vanità, tra negozi e spettacoli, nel più sfolgorante insieme di rumori e
spensieratezza, per ritornare poi tutti a casa alla propria triste solitudine."
E' impossibile non lasciarsi trascinare dalla fiera, dal suo fascino, dalle sue ingannevoli attrazioni. L'autore ci mostra quanto l'umanità abbia di marcio, e non salva nessuno da questa critica:
"Vanitas vanitatum! Chi di noi è felice a questo mondo? Chi di noi vide mai appagati
i suoi desideri, o avvendoli appagati ne è soddifatto?"
A riprova di ciò, nemmeno la buona Amelia viene giudicata senza colpa e si dimostra cieca di fronte all'amore sincero del capitano Dobbin.
Quest'ultimo è tutto sommato il personaggio più equilibrato del libro. Oggi alcune sue scelte possono sembrare quasi controproducenti (come quando convince George a mantenere la parola data) ma appaiono molto più logiche se inserite nel contesto storico.
Trovo quasi impossibile scrivere un commento esauriente su La fiera delle vanità tanti sono gli argomenti e i livelli del romanzo.
Un'opera imperdibile per chiunque ami i classici e i buoni libri...
"E' tutto. Con un profondo inchino il capocomico si ritira e si alza il sipario."
Buona lettura!
Come recita il sottotitolo, La fiera delle vanità si tratta un romanzo corale, estremamente ricco di personaggi, su cui però spiccano le due protagoniste: Becky Sharp, giovane orfana ambiziosa e scaltra; e la sua amica Amelia Sedley, di buona famiglia, ingenua e idealista. La storia si apre proprio quando "in una luminosa mattina di giugno, nel secondo decennio del nostro secolo" (XIX secolo), le due ragazze lasciano la scuola di Miss Pinckerton, avendo terminato la loro istruzione. Sfumata la possibilità di sposare Jos, il fratello di Amelia, Becky partirà per Queen's Crawley dove si occuperà delle figlie avuto da Mr Pitt e dalla seconda moglie. Amelia invece resterà con la sua famiglia, aspettando di sposare il fidanzato, George Osborne, figlio di un ricco mercante. Non meno importante nella storia è il capitano Dobbin, amico di George e segretamente, ma nemmeno tanto, innamorato di Amelia.A fare da cornice al tutto è la voce dell'autore, quasi un personaggio egli stesso e vera e propria chive di lettura del romanzo. Se non ci fosse lui a ricordarci cosa è giusto e abagliato, a giudicare gli avvenimenti, sarebbe quasi scontato amare la cinica Becky, al giorno d'oggi ancora più che allora!
Thackery ci dice che il romanzo è una possibilità tra molte possibilità, che avrebbe potuto essere scritto in modi molto diversi, ma avendo il lettore pagato per assistere a una commendia, egli ha scritto una Commedia (umana, per ricordare Balzac).
Tutti gli attori si ritroveranno sul palco a Bruxelles, poco prima della battaglia di Waterloo: un racconto epico, tra le parti più belle del libro.
Il tema di fondo infatti è il classico shakespeariano del mondo come teatro, e in questo teatro Thackeray vede gli uomini incredibilmente egoisti e sciocchi.
Sebbene rietri a pieno titolo tra i grandi classici vittoriani, la costruzione della storia e i personaggi differiscono nettamente dai canoni del romanzo ottocentesco.
Come già detto, si tratta di un romanzo senza eroe (e per eroe non si intende un protagonista bensì un modello di virtù), e i personaggi ritratti soccombono immancabilmente alle loro passioni.
Thackeray si discosta quindi dall'obiettivo finale di educare, di insegnare, e vuole caso mai ritrarre uno spaccato della sua epoca. E lo fa così bene che tutt'oggi la sua analisi della natura umana è esemplare.
"Il mio proposito è questo, amici e compagni: guidarvi attraverso i vari spazi della
Fiera di vanità, tra negozi e spettacoli, nel più sfolgorante insieme di rumori e
spensieratezza, per ritornare poi tutti a casa alla propria triste solitudine."
E' impossibile non lasciarsi trascinare dalla fiera, dal suo fascino, dalle sue ingannevoli attrazioni. L'autore ci mostra quanto l'umanità abbia di marcio, e non salva nessuno da questa critica:
"Vanitas vanitatum! Chi di noi è felice a questo mondo? Chi di noi vide mai appagati
i suoi desideri, o avvendoli appagati ne è soddifatto?"
A riprova di ciò, nemmeno la buona Amelia viene giudicata senza colpa e si dimostra cieca di fronte all'amore sincero del capitano Dobbin.
Quest'ultimo è tutto sommato il personaggio più equilibrato del libro. Oggi alcune sue scelte possono sembrare quasi controproducenti (come quando convince George a mantenere la parola data) ma appaiono molto più logiche se inserite nel contesto storico.
Trovo quasi impossibile scrivere un commento esauriente su La fiera delle vanità tanti sono gli argomenti e i livelli del romanzo.
Un'opera imperdibile per chiunque ami i classici e i buoni libri...
"E' tutto. Con un profondo inchino il capocomico si ritira e si alza il sipario."
Buona lettura!
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| Una scena del bellissimo film Vanity fair del 2004, diretto da Mira Nair. |
sabato 27 agosto 2016
I parassiti di Daphne Du Maurier
Daphne du Maurier è una delle mie autrici preferite. Ho adorato Rebecca e Il capro espiatorio, ma forse il romanzo che preferisco è un'opera minore intitolataI parassiti.
A differenza degli altri romanzi non ci sono aspetti gotici o noir. Il libro racconta la storia dei tre fratelli Delaney, due dei quali non sono consanguinei. Infatti, quando Papà e Mamma si sposano, ognuno di loro porta con se un figlio: Papà porta Maria che diventerà un'attrice, mentre Mamma porta Niall, futuro compositore. Assieme avranno poi Celia, unica a essere realmente imparentata coi primi due.
I tre fratelli, ormai quarantenni, si trovano nella casa di campagna del marito di Maria, Charles, quando questi, durante una discussione, li definisce dei “parassiti”. Ecco lo spunto per ricordare e narrare con dei lunghi flashback la vita della famiglia Delaney.
"Esatto" disse "un parassita. Ed ecco quello che siete voi tre, tutti quanti. Parassiti. Una banda
di parassiti. Lo siete sempre stati e lo sarete per sempre. Nulla vi può cambiare. Siete due volte,
tre volte parassiti; primo perchè avete sempre approfittato fin dall'infanzia di quel pizzico di
talento che avete avuto la fortuna di ereditare dai vostri fantastici antenati; secondo, perchè
nessuno di voi ha mai lavorato in modo semplice e onesto tutta la vita [...]; terzo, perchè siete
l'uno il parassita dell'altro, e vivete in un mondo di fantasia che vi siete creati e che non ha
alcun rapporto con la realtà, né in cielo né in terra."
Non è ben chiaro chi sia la voce narrante del libro, sembra quasi che nella stanza sia presente una quinta persona. Ma al termine del capitolo, quando Charles lascia la stanza e il narratore conclude "Noi tre eravamo rimasti soli", la questione si chiarisce: un'unica voce per i tre fratelli, un piccolo espediente narrativo che rende bene l'immagine delle tre personalità fuse quasi in un unico essere.
Sebbene la trama in se non sia ricca di avvenimenti, molti sono i pregi del romanzo: la prosa perfetta della Du Maurier, la costruzione del racconto, l’introspezione psicologica dei personaggi e la loro aridità emotiva, rendono I parassiti un romanzo di una bellezza cristallina.
I parassiti, D. Du Maurier, IlSaggiatore
venerdì 26 agosto 2016
26 Agosto
1972Compie oggi gli anni Paula Hawkins, nata a Harare, in Zimbabwe e figlia di un professore di economia. Traferitasi dopo il college in Inghilterra inizia a lavorare come giornalista per il Times. Dopo avere pubblicato quattro romanzi rosa col nome di Amy Silver, ha raggiunto il successo con il thriller La ragazza del treno da cui è stato tratto anche un film.
E voi, l'avete letto? Vi è piaciuto?
Daphne di Tatiana De Rosnay
In pubblicazione!
"La scorsa notte ho sognato di tornare a Manderley", questo è l'incipit del romanzo Rebecca che ha conquistato generazioni di lettori. Tutto il mondo lo conosce, grazie anche al film che ne fu tratto e diretto da Hitchcock. Ma la fama dell'autrice di Rebecca, Gli uccelli e Jamaica Inn è oggigiorno molto offuscata.
Ritratto di una scrittrice dipinto da un'altra scrittrice, Daphne è il risultato di una ricerca minuziosa, un viaggio letterario attorno a una delle più grandi scrittrici della sua epoca, bistrattata dai critici ma adorata dal pubblico. Una biografia romanzata di Daphne Du Maurier, donna ribelle e appassionata, scritta dall'autrice di La chiave di Sara.
Daphne, Tatiana De Rosnay, Neri Pozza
"La scorsa notte ho sognato di tornare a Manderley", questo è l'incipit del romanzo Rebecca che ha conquistato generazioni di lettori. Tutto il mondo lo conosce, grazie anche al film che ne fu tratto e diretto da Hitchcock. Ma la fama dell'autrice di Rebecca, Gli uccelli e Jamaica Inn è oggigiorno molto offuscata.Ritratto di una scrittrice dipinto da un'altra scrittrice, Daphne è il risultato di una ricerca minuziosa, un viaggio letterario attorno a una delle più grandi scrittrici della sua epoca, bistrattata dai critici ma adorata dal pubblico. Una biografia romanzata di Daphne Du Maurier, donna ribelle e appassionata, scritta dall'autrice di La chiave di Sara.
Daphne, Tatiana De Rosnay, Neri Pozza
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